La Repubblica Napoli. Cooperative agricole nelle aree forestali

vesuvio lug 2017

 

 

 

19 luglio 2017 | Brucia il Vesuvio e l’indignazione non basta più. Lo ha spiegato bene Antonio Di Gennaro: dopo lo sgomento è necessario attrezzarsi subito per prevenire simili disastri. Sicuramente occorre fare chiarezza sulle cause ma organizzare il controllo e la manutenzione del territorio è una priorità non più rinviabile. Ancor prima che le fiamme siano completamente domate, sul Vesuvio come nel resto del Mezzogiorno, è necessario iniziare a porre rimedio a questa debolezza strutturale con una strategia che preveda anche investimenti.

La Regione Campania, in termini di prevenzione, ha dato un primo segnale con la recente legge sul fuoco prescritto. Si parla di valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio ma, in realtà, si determinano situazioni di incuria e di abbandono dei boschi, così come dei terreni coltivabili. Per salvaguardare il territorio e, contemporaneamente, incentivare alla permanenza nelle aree interne di montagna ed alla loro valorizzazione, i lavori ed i servizi tecnici relativi alla sistemazione e manutenzione delle vaste aree agricolo-forestali e al mantenimento dell’assetto idrogeologico possono essere affidati – tramite apposite convenzioni – a imprenditori agricoli, singoli o associati, o a cooperative agricolo-forestali.
C’è una legislazione nazionale in materia che lo prevede (leggi n. 97/1994 – n. 244/2007 – n. 57/2001) e, in altre aree del Paese (Abruzzo, Toscana, Marche, Emilia Romagna e Piemonte), si è consolidato un modello che, nel corso degli anni, ha valorizzato iniziative che hanno dato occasioni di lavoro a migliaia di persone che, associate in cooperativa o in consorzi regionali, hanno sviluppato opportunità per i territori puntando su un corretto rapporto pubblico-privato. Legacoop Campania ha proposto alla Regione di inserire nei Regolamenti forestali, di competenza della Giunta, l’adozione di procedure semplificate di affidamento lavori previste dalla normativa di settore. In tal modo, con l’apporto dei privati, si andrebbe ad integrare e potenziare l’intervento pubblico che resta imprescindibile.
Proteggere, ripristinare e gestire in maniera sostenibile le aree boschive, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno sono tutte azioni che parlano di futuro. Dobbiamo, dunque, attivare ogni strumento a disposizione (e la normativa lo prevede) per provocare quel cambiamento culturale che dia il senso concreto del termine “sviluppo sostenibile”.

Mario Catalano, Presidente Legacoop Campania
Maria Grazia Gargiulo, Responsabile Settore Agroalimentare

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