Cooperare per la legalità

Cooperare per la legalità, la diffusione della cultura della cooperazione
per un nuovo modello di sviluppo

 

Praticare la cooperazione per uscire dalla crisi, costruire legami per cambiare i territori

 

Si chiama “Cooperare per la legalità, la diffusione della cultura della cooperazione per un nuovo modello di sviluppo” il progetto promosso da Libera e Legacoop Campania, realizzato con il contributo di Coopfond Spa fondo promozione cooperative aderenti a Legacoop. Insieme per diffondere la cultura cooperativa in Campania e alzare un argine contro la diffusione della mafia tra i giovani.

L’obiettivo del progetto, chiuso il 16 febbraio 2018 con un evento (la diretta a cura di Radio Siani si può ascoltare nella Cassetta degli Attrezzi) svoltosi presso l’ITI ‘Marie Curie’ di Ponticelli a Napoli, è stato quello di offrire strumenti sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, promuovere la cultura cooperativa e mutualistica, consolidare il rapporto tra Libera e Legacoop Campania. Tutto il progetto è partito dalla convinzione che la cooperazione rappresenti un argine alle derive dell’economia (finanziarizzazione e impresa mafiosa) capace di ricostruire solidarietà e partecipazione sociale.

 

Obiettivo del percorso comune è stato quello di riscoprire la cultura della cooperazione, del mutuo soccorso e della solidarietà capace di costruire legami e coesione territoriale come strumenti per contrastare sul piano culturale e sociale la camorra e della corruzione.

 

Le linee di azione sono state: conoscere la situazione beni confiscati alle mafie e loro riutilizzo sociale; educare le giovani generazioni ad affrontare le difficoltà e i problemi insieme all’interno di una cultura della cooperazione che non esclude nessuno; costruire relazioni sussidiarie tra enti locali, scuole, associazioni e istituzioni per ricostruire un rapporto di fiducia tra le parti.

Grazie a questa rete sono stati realizzati incontri nelle scuole; la Carovana Giovani e innovazioni; un focus group il valore della cooperazione, come costruire cooperative; una pubblicazione che ha sintetizzato le informazioni diffuse e, infine, una Biblioteca sociale, primo passo verso la costruzione di un centro studi.

Il percorso ha coinvolto 700 giovani delle province di Napoli e Salerno, tre città – Afragola, Giugliano e Pontecagnano – attraverso focus territoriali, ed ha prodotto una pubblicazione sul tema della cooperazione nei beni confiscati alle mafie, uno sportello itinerante dedicato ai giovani e alle startup cooperative e una biblioteca sociale. Il lavoro ha messo al centro la diffusione della cultura cooperativa, la ricerca di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, la pratica di un nuovo welfare a partire dal riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie nel territorio campano.

L’opuscolo “Cooperare per la legalità. La cooperazione nei beni confiscati alle mafie”(a cura di Angelo Buonomo, Libera Campania), che si può scaricare nella Cassetta degli Attrezzi, è uno strumento utile per mettere in evidenza la relazione tra il riutilizzo sociale dei beni confiscati e la cooperazione per un nuovo modello di sviluppo. L’intreccio tra cooperazione e beni confiscati si configura principalmente attraverso tre ambiti: le cooperative che gestiscono immobili confiscati, le cooperative di dipendenti (i workers buyout) per riutilizzare le imprese confiscate e un ultimo ambito ancora da sviluppare, quello che riguarda le cooperative di comunità.

Al centro dell’iniziativa e generata dal lavoro svolto nei mesi scorsi, l’idea progettuale dell’ITI ‘Marie Curie’ che vuole costituire una cooperativa scolastica, un’idea di riscatto che rimette al centro il lavoro.

 

 

 

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